L’adozione dell’intelligenza artificiale sta crescendo a una velocità senza precedenti. Quello che fino a pochi mesi fa era un progetto pilota, oggi è diventato uno strumento operativo utilizzato quotidianamente dalla maggior parte dei dipartimenti in azienda.
Anche in Italia la diffusione dell’AI sta accelerando rapidamente: secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, il mercato nazionale dell’AI ha raggiunto nel 2024 un valore di 1,2 miliardi di euro, con una crescita del 58% rispetto all’anno precedente. A trainare questa espansione è soprattutto la Generative AI, che sta entrando nei processi aziendali attraverso piattaforme cloud, assistenti digitali e strumenti dedicati alla produttività.
Ma questa evoluzione porta con sé una nuova domanda per CFO, Finance e Procurement: chi sta realmente governando questa nuova categoria di spesa?
Uno dei principali cambiamenti introdotti dall’intelligenza artificiale riguarda il modo in cui nasce la spesa aziendale. Se in passato l’acquisto di software era spesso centralizzato dall’IT e ricorrente ma abbastanza prevedibile, oggi ogni reparto può attivare autonomamente strumenti SaaS, API, crediti AI, piattaforme specialistiche e servizi cloud... e non sempre i costi sono standardizzati e ricorrenti.
Il risultato è una crescita rapida dell’adozione, ma anche una maggiore frammentazione della spesa. I modelli basati su abbonamenti, consumo a crediti o API rendono i costi più dinamici e continui, introducendo nuove esigenze di gestione legate a sicurezza, dati, privacy e organizzazione dei processi.
La complessità non nasce solo dal costo della singola licenza, ma dalla difficoltà di mantenere una visione completa della spesa. Rinnovi automatici, strumenti duplicati, utenti inattivi, acquisti distribuiti tra reparti diversi e difficoltà di riconciliazione rendono più difficile rispondere a domande fondamentali:
I risultati emersi dal Tavolo di Lavoro B2B Payments dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano confermano una priorità chiara: il valore non è nello strumento di pagamento in sé, ma nella qualità del processo che lo governa.
Nell’era dell’intelligenza artificiale non basta quindi pagare velocemente. Occorre pagare in modo governato.
In questo scenario, i responsabili finanziari devono conciliare velocità e innovazione con sicurezza e controllo. Le aziende hanno bisogno di attivare rapidamente nuovi servizi digitali, mantenendo però tracciabilità e visibilità sulla spesa.
Per rispondere a questa esigenza, AirPlus ha sviluppato una proposizione dedicata all’AI Spend Control: l’obiettivo non è solo pagare licenze e servizi digitali, ma trasformare la spesa AI in una categoria governata.
Le AirPlus Virtual Cards, carte di credito virtuali su circuito Mastercard, permettono di creare strumenti di pagamento dedicati a fornitori, piattaforme AI, progetti o team, con regole di utilizzo e limiti di spesa predefiniti.
Ogni pagamento può essere associato a elementi chiave per la gestione finanziaria e successiva riconciliazione delle spese:
L’intelligenza artificiale continuerà ad accelerare con la crescita di agenti autonomi, modelli a consumo, API e piattaforme integrate nei processi aziendali. La domanda non sarà più quale AI scegliere, ma come governare, controllare e finanziare questa nuova categoria di spesa mantenendo velocità e innovazione.
La risposta passa da una combinazione di strumenti di pagamento flessibili, dati strutturati e governance finanziaria. Perché l’innovazione non deve essere rallentata. Deve essere resa sostenibile, controllabile e misurabile.